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Comitato Internazionale Storico-Scientifico |
Don Manlio Achilli


Monsignor Manlio Achilli è stato uno dei protagonisti della rinascita degli studi su san Rocco, a cui ha dedicato per quasi quarant'anni uno straordinario impegno personale. Achilli non era uno storico di professione, ma un sacerdote di grande valore, che ha dato alla Chiesa ed al suo popolo tutte le sue forze e tutto sé stesso, anche in periodi storici molto difficili e per certi versi drammatici.




La sua passione per la figura di san Rocco nacque agli inizi degli anni sessanta, quando fu chiamato a reggere l'omonima parrocchia di Voghera; da allora non mancò mai di interessarsi con grande entusiasmo del santo protettore della sua comunità, e non solo in occasione della festa del 16 agosto - che peraltro egli volle 'spostare' alla prima domenica di settembre proprio per permettere ai parrocchiani di essere presenti in massa alle celebrazioni.


Le sue omelie, gli articoli di giornale, le lezioni di catechismo dedicate al nostro Santo hanno contraddistinto per anni lo speciale rapporto fra monsignor Achilli ed i suoi fedeli, finchè, verso la metà degli anni settanta, il suo contributo divenne ancor più qualificato, dopo l'incontro con François Pitangue, lo storico di Montpellier che venne a Voghera per dare consistenza documentaria alle sue rivoluzionarie tesi. Da quel momento monsignor Achilli accentuò ulteriormente il suo impegno personale per incentivare nuovi studi e nuove ricerche, sebbene, ancora per diversi anni, dovette lottare praticamente da solo per tenere alta l'attenzione sulla figura di san Rocco.


Oggi che tutti noi possiamo raccogliere i frutti di una lunga stagione di impegno e di lavoro, che si è concretizzata anche in questo portale, dobbiamo riconoscere che senza monsignor Achilli e la sua tenace camminata nel deserto, non avremmo neppure potuto muovere i primi passi di questo progetto. Fu lui, nel 1995, ad affidare all'attuale direttore del Comitato, Paolo Ascagni, l'incarico di scrivere un libro divulgativo, ma rigoroso, sulle principali novità riguardanti gli studi su san Rocco; fu lui, insieme a fra Nazareno Fabbretti, ad aprirgli la strada presso le prestigiose edizioni Paoline, che nel 1997 permisero a Rocco contro la malattia. Storia di un taumaturgo di approdare nel miglior modo possibile in tutte le librerie italiane. Fu lui a dare un contributo determinante all'organizzazione di un grande convegno delle chiese e delle confraternite rocchiane in Voghera, che vide sfilare per la città, nel giugno del 1999, un migliaio di pellegrini, un evento sbalorditivo per intensità e partecipazione.


E fu ancora monsignor Achilli ad assicurare la massima disponibilità, ed ospitalità, a Pierre Bolle, il protagonista della svolta epocale degli studi sul nostro Santo; se ancor oggi lo studioso belga mantiene un rapporto speciale con Voghera, buona parte del merito va al 'vecchio' parroco della chiesa di San Rocco, a cui ha prestato il suo servizio per oltre quarant'anni.


Naturalmente, quando l'Associazione San Rocco Italia cominciò a dare corpo al proprio progetto, monsignor Achilli era presente a tutti gli effetti; fu quindi ‘automatico’, da parte di tutti, conferirgli l'incarico di presidente del Comitato Internazionale Storico-Scientifico per gli Studi su San Rocco e la Storia Medievale, e nessuno prese neppure in considerazione il suo iniziale diniego.


Purtroppo monsignor Achilli non è più con noi. Ci ha lasciati proprio alla vigilia dell'esordio ufficiale dell'Associazione, del Comitato e del nostro portale. Per noi è stata una grande perdita, e dobbiamo dire che francamente l'abbiamo vissuta come una sorta di beffa del destino, davvero immeritata. Sappiamo che il nostro don Manlio ci rimprovererebbe per queste parole, e ci esorterebbe come di consueto ad accettare di buon grado i misteriosi disegni della Provvidenza, ma rimane ancora in noi tanta amarezza ed una profonda tristezza.


Quel che possiamo fare, allora, è continuare sulla strada da lui tracciata con il massimo impegno, per essere sempre degni della grande eredità che ci ha lasciato.


Sono queste le ragioni per cui il Comitato è stato a lui intitolato, ed il portale dedicato alla sua memoria. Monsignor Manlio Achilli sarà sempre il nostro presidente, sarà sempre un punto di riferimento imprescindibile per tutti coloro che ieri, oggi e domani hanno sentito e sentiranno ancora il fascino della luminosa figura di san Rocco.

 

Profilo biografico


Manlio Achilli nacque a Varzi, in provincia di Pavia, il 5 luglio 1924, ma già all'età di due anni i genitori si spostarono a Santa Maria della Versa, che di fatto divenne la "sua" città, quella legata ai ricordi dell'infanzia e dell'adolescenza. Il padre Luigi era un sarto molto rinomato; tra i suoi clienti figuravano il grande musicista Giacomo Puccini e l'avvocato Filippo Turati, nome storico del movimento socialista italiano. La madre, Maria Scarabelli, com'era usanza si dedicò esclusivamente alla casa ed ai figli - che furono sei, cinque femmine ed un solo maschio.


Manlio maturò la sua vocazione già dopo la quinta elementare; frequentò le scuole medie ed il ginnasio al seminario minore di Stazzano, mentre seguì gli studi classici ed i cinque anni di teologia nel seminario vescovile di Tortona. Venne ordinato sacerdote il 29 giugno 1947, naturalmente presso la cattedrale; la sua prima messa, però, potè officiarla proprio a Santa Maria della Versa, il successivo 7 luglio.


A quei tempi era consuetudine trascorrere un anno al convitto del seminario, ma in quel periodo don Manlio di salute cagionevole; il vescovo, monsignor Melchiorri, decise allora di mandarlo da suo fratello, che risiedeva a Montichiari, in provincia di Brescia. Trascorsi i previsti dodici mesi, nel 1948 iniziò a tutti gli effetti il suo ministero a Varzi, in qualità di curato; divenne parroco tre anni dopo, per la precisione il 2 settembre 1951, prendendo in carico la chiesa di Pregola, presso il Brallo, non molto distante dalla stessa Varzi.


Il suo zelo non fu solo strettamente pastorale, perché, oltre alla edificazione di una nuova canonica, don Manlio si fece carico del grave problema dell'approvvigionamento idrico; il suo impegno fu infatti determinante per sbloccare la situazione e per chiudere felicemente, con il via libera alla costruzione del tanto atteso acquedotto, una vicenda che stava assillando tutta la cittadinanza. A Pregola fu raggiunto dalla sorella Rosa, che lo assistette per tutta la durata del suo incarico, cioè fino al 2 settembre 1956, quando venne chiamato a Torricella Verzate.


Un anno prima, a maggio, era morto il padre, e questa dolorosa circostanza ebbe conseguenze anche per il suo futuro di sacerdote. Monsignor Melchiorri, conscio delle sue notevoli qualità, aveva infatti deciso, già da diverso tempo, di istradarlo alla carriera diplomatica, ed era quindi intenzionato a mandarlo in Vaticano; don Manlio, però, dovette rinunciare a queste prestigiose prospettive, per stringersi attorno alla famiglia in un momento così difficile anche dal punto di vista economico.


A Torricella Verzate, posta nelle vicinanze di Casteggio, si diede subito da fare per ristrutturare ampiamente la chiesa, e soprattutto per dare inizio alla costruzione di un asilo infantile; accanto a se questa volta ebbe la madre, che lo seguì anche a Voghera, dove prese ufficialmente l'incarico di parroco il 5 dicembre 1962.


Da quel momento don Manlio legò il suo nome e la sua vita, in modo indissolubile, alla parrocchia di San Rocco, e di conseguenza alla città tutta, perché questa parrocchia - peraltro una delle più popolose dell'intera diocesi - è sempre stata un punto di riferimento di primissimo piano per gli abitanti di Voghera. A San Rocco si sono formate intere generazioni di giovani, molti dei quali hanno poi svolto un ruolo di notevole rilievo sia all'interno del mondo cattolico sia nell'ambito della vita professionale ed anche politico-sociale; val la pena di ricordare, tra l'altro, anche la funzione aggregativa svolta per diversi anni dal cinema-teatro e dalla squadra di calcio, molto quotata e spesso vincente nei tornei giovanili. Tutto l'insieme delle attività promosse da don Manlio, insomma, ha contribuito a fare di questa parrocchia un gioiello di operosità cristiana, di formazione religiosa, di impegno civile, di crescita sociale, culturale e sportiva.


Già nel 1964, in riconoscimento dei suoi meriti, venne insignito del prestigioso titolo di Monsignore, non dalla diocesi, ma direttamente dalla Santa Sede, un privilegio allora molto raro, che peraltro fece di lui uno dei più giovani monsignori d'Italia. Nel 1985, a settembre, l'aggravarsi delle condizioni della madre (che visse ancora tre anni) indusse la sorella Rosa a stabilirsi nuovamente da lui; da quel momento gli rimase vicino per tutto il resto della sua vita, diventando per tutti i parrocchiani una figura cara quanto il fratello.
Dell'impegno di monsignor Achilli in favore degli studi su san Rocco abbiamo già detto. Tra le molte cose che dovremmo ricordare, ci limitiamo a segnalare l’edificazione della chiesa vogherese di San Vittore, poi elevata al rango di parrocchia, e la sua grande passione per la musica: diplomato in conservatorio, fu lui a dotare la chiesa di san Rocco di uno splendido organo liturgico.


Dopo quarant'anni di ministero in Voghera, monsignor Achilli mise la parola fine al suo incarico di parroco per limiti di età, il 22 settembre del 2002; in occasione dell'ultima messa, lasciò ai fedeli un dono prezioso, vale a dire le artistiche decorazioni delle vetrate della chiesa, illustrate da tutti gli episodi salienti della vita di san Rocco. Da quel momento, comunque, ha continuato ad essere a disposizione della sua quarantennale parrocchia, aiutando il nuovo titolare nella celebrazione delle messe, finchè la morte non l'ha colto il 4 maggio 2005.

 

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“Also volget der cardinal der weysen lere und furet den heiligen pilgrem sant Rochum in seinem gewand zu dem pabst un sprach: Heiliger vater diser pilgram hat mir gemacht das zeichen das ich trag an meiner stirn” (Anonimo tedesco, Das Leben des heiligen herrn Sant Rochus, 1484)



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