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Il culto | Religiosità

Pietà popolare rocchiana


Nell’introduzione al «Direttorio sulla Pietà popolare», (Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, 17 dicembre 2001), si legge tra l’altro:

A seguito del rinnovamento conciliare, la situazione della pietà popolare cristiana si presenta variata a seconda dei Paesi e delle tradizioni locali. Si notano atteggiamenti contrastanti, quali: abbandono manifesto e sbrigativo di forme di pietà ereditate dal passato, lasciando vuoti non sempre colmabili; attaccamento a modi imperfetti o errati di devozione, che allontanano dalla genuina rivelazione biblica e sono in concorrenza con l’economia sacramentale; critiche ingiustificate alla pietà del popolo semplice in nome di una presunta “purità” della fede; esigenza di salvaguardare le ricchezze della pietà popolare, espressione del sentire profondo maturato dai credenti in un dato spazio e tempo; bisogno di purificazione da equivoci e da pericoli di sincretismo; rinnovata vitalità della religiosità popolare quale resistenza e reazione a una cultura tecnologico-pragmatica e all’utilitarismo economico; caduta di interesse per la pietà popolare provocata da ideologie secolarizzate e dall’aggressione di “sette” ad essa ostili (che tuttavia non hanno di meglio o di diverso da proporre ai propri adepti che una devozione totalizzante e spersonalizzante verso le figure e/o situazioni carismatiche di riferimento della stessa setta, ndr).
La «pietà popolare non può essere né ignorata, né trattata con indifferenza o disprezzo, perché è ricca di valori, e già di per sé esprime l’atteggiamento religioso di fronte a Dio. Ma essa ha bisogno di essere di continuo evangelizzata, affinché la fede, che esprime, divenga un atto sempre più maturo ed autentico.
La locuzione “pietà popolare” designa le diverse manifestazioni cultuali di carattere privato o comunitario che, nell’ambito della fede cristiana, si esprimono prevalentemente non con i moduli della sacra Liturgia, ma nelle forme peculiari derivanti dal genio di un popolo o di una etnia e della sua cultura.
La pietà popolare, ritenuta giustamente un «vero tesoro del popolo di Dio», manifesta una sete di Dio che solo i semplici e i poveri possono conoscere; rende capaci di generosità e di sacrificio fino all’eroismo, quando si tratta di manifestare la fede.
La realtà indicata con la locuzione “religiosità popolare” riguarda un’esperienza universale: nel cuore di ogni persona, come nella cultura di ogni popolo e nelle sue manifestazioni collettive, è sempre presente una dimensione religiosa. Ogni popolo infatti tende ad esprimere la sua visione totalizzante della trascendenza e la sua concezione della natura, della società e della storia attraverso mediazioni cultuali, in una sintesi caratteristica di grande significato umano e spirituale.
La religiosità popolare non si rapporta necessariamente alla rivelazione cristiana. Ma in molte regioni, esprimendosi in una società impregnata in vario modo di elementi cristiani, dà luogo ad una sorta di “cattolicesimo popolare”, in cui coesistono, più o meno armonicamente, elementi provenienti dal senso religioso della vita, dalla cultura propria di un popolo, dalla rivelazione cristiana.


Non si può quindi sottintendere tale fondamentale, vigente testo, che si richiama integralmente, invitando ad esaminarlo debitamente, perché dal Magistero della Chiesa scaturiscano rinnovate forme di pietà e devozione che hanno permesso la diffusione del culto a San Rocco e che quindi non vanno cristallizzate o abbandonate: in definitiva chi ci perderebbe è innanzitutto la figura e l’esempio del nostro Santo, e quindi di conseguenza, coloro che (magari inconsapevolmente) non sono (più) capaci di viverne autenticamente il messaggio, non avendolo proprio, od avendolo perso di vista per mancanza di indicazioni precise ed aggiornate.

 
Per agevolare questa salvaguardia e questo recupero alla luce ed in piena sintonia con i ricchi sussidi forniti dal vigente Benedizionale della Chiesa Cattolica, si propongono:
 
01
[italiano]
02
Rito di benedizione del pane in onore di san Rocco
[italiano]
03
Benedire l’acqua in onore di san Rocco (catechesi)
[italiano]
04
Rito di benedizione dell’acqua in onore di san Rocco
[italiano]



 

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“Princeps Rochum ob habitum et squalorem haudquaquam agnoscebat, illumque in carcerem, caeterorum omnium maxime tenebrosum, belli suspicione formideneque compressus detrudi jussit, et custodibus imperavit, ut illum diligenter observarent“ (Francesco Diedo, Vita Sancti Rochi, 1479)



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