Quello che il
quadro non può dare - se non giocando
con l’effettistica della prospettiva -
è esattamente ciò che caratterizza
la statua, e cioè il rimodellamento ‘reale’
della profondità, e quindi la possibilità
di riprodurre tutte le dimensioni dello spazio
geometrico. Tuttavia, spesso è proprio
questo maggior realismo, paradossalmente, a
rendere meno ampia la libertà di movimento
dell’artista. Nel caso di san Rocco, in
particolare, la raffigurazione segue quasi sempre
le stesse coordinate tipologiche; e per quanto riguarda
la materia prima, non è il marmo (non
è la roccia!), ma il legno ad aver accolto
pressochè sempre le manipolazioni degli
scultori di ogni epoca.