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Caorso |

Gli episodi della parentesi piacentina della vita di san Rocco occupano la maggior parte delle pagine delle antiche agiografie, e sono i più noti ed i più ripresi dalla tradizione popolare e nelle raffigurazioni artistiche.


Il radicamento del culto, non a caso, è  particolarmente ampio ed intenso proprio in questa zona, con una diffusione che ha eguali solo in poche altre parti d’Italia. Caorso partecipa a pieno titolo a questa storia, a questa tradizione, a questa secolare eredità di fede e di devozione, e dopo Piacenza è una delle due-tre località dei dintorni a poter vantare la massima precocità delle testimonianze cultuali.


Secondo la tradizione, il Santo si sarebbe fermato a Caorso ed avrebbe soggiornato in una abitazione che, da quel momento, è diventata per i fedeli la “casa di san Rocco”. E’ difficile individuare il momento   più plausibile per il suo arrivo in città, ma considerando i suoi spostamenti è più ragionevole pensare che egli sia giunto a Caorso prima di entrare in Piacenza.


Particolarmente suggestiva è la chiesa di Santa Maria e San Rocco, per la sua posizione a ridosso degli argini; da segnalare i vari affreschi sulle colonne, compreso quello del Santo, risalenti al XV secolo. Ricordiamo, infine, che Caorso ospita la redazione di Vita Sancti Rochi, la rivista ufficiale del nostro Comitato internazionale di studi.

 

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“Et varias per Christi amitatem peregrinationes agere habitu igitur et peregrino vestitu induitur caput pillio tegitur et de humeris bulga pendet atque baculus peregrinalis dexteram subivit et intentus penitentie Rochus post multa deserta Romam versus contendit” (Anonimo latino, Acta breviora, 1483)



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