Com’è noto, è nella zona piacentina che sono ambientati gli episodi più celebri della vita e della leggenda di san Rocco. Non sorprende, pertanto, che oltre a quanto narrato dalle antiche agiografie, la devozione popolare si sia impossessata anche di una serie multiforme di tradizioni locali che, a ridosso del capoluogo, sono nate e si sono sviluppate in diverse città limitrofe.
Rottofreno – distante 5 kilometri da Piacenza – non ha fatto eccezione, ed anzi, essa ricorda tuttora con orgoglio il passaggio del Santo pellegrino. Le testimonianze più evidenti del culto si trovano nella chiesa parrocchiale della frazione San Nicolò; si tratta, per la precisione, di due statue, una scolpita sulla facciata esterna e l’altra, una scultura lignea di epoca seicentesca, conservata in una nicchia all’interno dell’edificio sacro.
Ma ovviamente il momento culminante della devozione rocchiana coincide con la festa del 16 agosto, peraltro senza nulla togliere a san Nicola, patrono ufficiale di Rottofreno, accomunato da secoli, nel cuore degli abitanti, al Santo di Montpellier.