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Piacenza |

Piacenza è la città che forse esprime al massimo grado la suggestione della vita e della leggenda di san Rocco, nella misura in cui gli eventi storici più evocativi ed i momenti di più forte intensità si sono concentrati entro il suo perimetro urbano e nelle immediate vicinanze.


E’ qui, infatti, che il pellegrino di Montpellier viene colpito dalla peste, proprio lui che fino a quel momento era stato l’unica speranza di salvezza per le vittime del terribile morbo. Rocco , dunque, ne condivide anche il tragico corollario dell’esclusione e dell’emarginazione, ma dopo esserne stato cacciato, rientra guarito in città e la salva dall’epidemia.


Piacenza ha contribuito in modo certamente determinante allo sviluppo del culto del Santo, ed anzi, è ormai assodato che è proprio nella zona compresa tra il vogherese ed il piacentino che si è concentrata la cellula iniziale della devozione rocchiana. Piacenza, peraltro, è una città ricchissima di testimonianze e di luoghi di culto della tradizione cristiana, indipendentemente dalla figura di san Rocco, ed è sempre stata al centro di eventi di grande rilievo per la storia della Chiesa.


Ma a proposito del nostro Santo, vogliamo segnalare in particolare la chiesa di Sant’Anna, che ancor oggi conserva un affresco che, secondo la tradizione, sarebbe stato dipinto da Gottardo, il discepolo di Rocco. Se così fosse, saremmo di fronte non ad una raffigurazione di fantasia fra le tante, ma addirittura al vero e proprio ritratto del Santo. Le perizie tecniche tendono ad escludere questa eventualità, ma resta il fatto che nella chiesa di Sant’Anna si trova, quantomeno, una delle più antiche immagini iconografiche di san Rocco.






 

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“Et varias per Christi amitatem peregrinationes agere habitu igitur et peregrino vestitu induitur caput pillio tegitur et de humeris bulga pendet atque baculus peregrinalis dexteram subivit et intentus penitentie Rochus post multa deserta Romam versus contendit” (Anonimo latino, Acta breviora, 1483)



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