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Sarmato |

Gottardo, il cane di san Rocco, la fonte miracolosa, il rifugio nel bosco… Sono questi i luoghi ed i protagonisti degli episodi certamente più noti della storia e della leggenda del nostro Santo, ma la località esatta in cui si sono concentrati questi eventi così suggestivi ed emozionanti non è indicata in nessuna della antiche fonti agiografiche, che si limitano a segnalare genericamente un bosco fuori Piacenza; tuttavia, secondo una tradizione ormai consolidata da secoli, essa è stata individuata in Sarmato, ad una quindicina di kilometri dalla città emiliana.


L’attestazione più significativa in tal senso è quella, nientemeno, che del gesuita Daniel Papebroech, che tra il Seicento e gli inizi del Settecento fu il più prestigioso esponente del collegio dei Bollandisti, i dotti estensori delle vite dei santi affidate al monumentale lavoro degli Acta Sanctorum, il capolavoro assoluto dell’agiografia di tutti i tempi.


In città sono tuttora venerate la fontana e la grotta di san Rocco, sulla quale è stata edificata una chiesa. A conferma del ruolo centrale di questa cittadina, la Associazione San Rocco Italia, da cui dipende il nostro Comitato, è stata costituita proprio con sede in Sarmato.







 

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“Et varias per Christi amitatem peregrinationes agere habitu igitur et peregrino vestitu induitur caput pillio tegitur et de humeris bulga pendet atque baculus peregrinalis dexteram subivit et intentus penitentie Rochus post multa deserta Romam versus contendit” (Anonimo latino, Acta breviora, 1483)



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